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- Ultima modifica: Mercoledì, 26 Giugno 2024 16:13
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Un percorso di visita inedito accompagna tra le scene del Teatro Olimpico, commissionato nel febbraio 1580 dall'Accademia Olimpica, congregazione d’importanti personalità vicentine nell’ambito delle lettere, scienze ed arti, di cui lo stesso Palladio era socio. Il progetto si ispirava al modello di teatro "all'antica", sulla scia della riscoperta rinascimentale degli studi di Vitruvio, e nel contempo fungeva da luogo autocelebrativo per l'aristocrazia vicentina, ispirandosi agli stessi ideali classici sostenuti dai componenti dell'Accademia. La costruzione iniziò nel maggio del 1580 ma Palladio non ne vide la realizzazione, a causa della sua morte improvvisa. L'Olimpico, dopo varie e complesse vicende, fu completato cinque anni più tardi e fu solennemente inaugurato il 3 marzo 1585 con la memorabile messa in scena dell'Edipo Tiranno di Sofocle. Il video consente di vedere da vicino le prospettive lignee raffiguranti le vie di Tebe realizzate da Vincenzo Scamozzi per lo spettacolo inaugurale dell'Edipo e divenute fisse e immutabili nel tempo.
Il video è stato prodotto dalla Scuola Holden e da Alessandro Baricco per lo storytelling Palladio Olimpico Project (POP).
ll Teatro Olimpico, opera tra le più suggestive del genio palladiano, chiaramente ispirata ai modelli dell'arte classica, è il più antico teatro coperto in muratura al mondo. Gli sfarzosi interni sono realizzati con materiali poveri in legno, stucco e gesso.
E' stato costruito, su progetto dell'architetto Andrea Palladio, fra il 1580 e il 1585, anno in cui fu inaugurato. Il Teatro Olimpico oggi regolarmente aperto al pubblico, si trova in piazza Matteotti n. 11 a Vicenza, città inclusa nella World Heritage List dell'Unesco grazie ai numerosi capolavori architettonici del Palladio che costellano il centro storico.
Nel teatro Olimpico, che conta circa 400 posti a sedere, si tengono rassegne di prosa e di musica, come le "Settimane musicali al Teatro Olimpico", i Festival "Vicenza Jazz" ed "Omaggio a Palladio, András Schiff e i suoi Amici" e il ciclo di "Spettacoli classici. E inoltre disponibile ad essere concesso per eventi privati.
Vi presentiamo un video tratto dal documentario "Empire of the Eye: The Magic of Illusion" (Impero dell'occhio: la magia dell'illusione), uscito nel 2003 e presentato da Al Roker, produttore e attore americano.
Esso descrive lo spettacolare effetto di illusione ottica creato dal Palladio nella scenografia del Teatro Olimpico, con le seguenti parole:
"L'illusione diventa puro teatro nel Teatro Olimpico di Vicenza. L'ultima opera di Andrea Palladio, questo straordinario teatro è stato progettato in stile di un anfiteatro romano con un effetto fenomenale. Palladio ci riporta indietro nel tempo; entriamo in uno spettacolare e molto speciale spazio, costruito nel XVI secolo, il Teatro Olimpico ancora oggi opera come un centro culturale e come un teatro dedicato alle rapprentazioni drammatiche e musicali. Palladio ha creato un mondo immaginario con l'illusione di un teatro all'aperto, nascosto come un tesoro segreto nel palazzo che lo ospita e lo protegge..."



Il Teatro Olimpico è una delle meraviglie artistiche di Vicenza. Si trova all'interno del cosiddetto Palazzo del Territorio, che prospetta su piazza Matteotti, all'estremità orientale di corso Palladio, principale direttrice del centro storico.
Nel Rinascimento un teatro non è un edificio a se stante - come diventerà di prassi in seguito - ma consiste nell'allestimento temporaneo di spazi all'aperto o di volumi preesistenti; nel caso di Vicenza, cortili di palazzo o il salone del Palazzo della Ragione.
Nel 1580 il Palladio ha 72 anni quando riceve l'incarico dall'Accademia Olimpica, il consesso culturale di cui egli stesso fa parte, di approntare una sede teatrale stabile. Il progetto si ispira dichiaratamente ai teatri romani descritti da Vitruvio: una cavea gradinata ellittica, cinta da un colonnato, con statue sul fregio, fronteggiante un palcoscenico rettangolare e un maestoso proscenio su due ordini architettonici, aperto da tre arcate e ritmato da semicolonne, all'interno delle quali si trovano edicole e nicchie con statue e riquadri con bassorilievi.
La critica definisce l'opera 'manierista' per l'intenso chiaroscuro, accentuato tra l'altro da una serie di espedienti ottici dettati dalla grande esperienza dell'architetto: il progressivo arretramento delle fronti con l'altezza, compensato visivamente dalle statue sporgenti; il gioco di aggetti e nicchie che aumentano l'illusione di profondità. Il Palladio appronta il disegno pochi mesi prima della sua morte e non lo vedrà realizzato; sarà il figlio Silla a curarne l'esecuzione consegnando il teatro alla città nel 1583.
La prima rappresentazione, in occasione del Carnevale del 1585, è memorabile: la scelta ricade su una tragedia greca, l'Edipo Re di Sofocle, e la scenografia riproduce le sette vie di Tebe che si intravedono nelle cinque aperture del proscenio con un raffinato gioco prospettico. L'artefice di questa piccola meraviglia nella meraviglia è Vincenzo Scamozzi, erede spirituale del Palladio. L'effetto è così ben riuscito che queste sovrastrutture lignee diventeranno parte integrante stabile del teatro. Sempre allo Scamozzi viene affidata anche la realizzazione degli ambienti accessori: l'Odeo, ovvero la sala dove avevano luogo le riunioni dell'Accademia, e l'Antiodeo, decorati nel Seicento con riquadri monocromi del valente pittore vicentino Francesco Maffei.
La fama del nuovo teatro si sparge prima a Venezia e poi in tutta Italia suscitando l'ammirazione di quanti vi vedevano materializzato il sogno umanistico di far rivivere l'arte classica. Poi, nonostante un avvio così esaltante, l'attività dell'Olimpico venne interrotta dalla censura antiteatrale imposta dalla Controriforma e il teatro si riduce a semplice luogo di rappresentanza: vi viene accolto papa Pio VI nel 1782, l'imperatore Francesco I d'Austria nel 1816 e il suo erede Ferdinando I nel 1838. Con la metà dell'Ottocento riprendono saltuariamente le rappresentazioni classiche, ma si dovrà attendere l'ultimo dopoguerra, scampato il pericolo dei bombardamenti aerei, per tornare seriamente a fare spettacolo in un teatro che non ha uguali al mondo.
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