Cronologia della vita di Andrea Palladio

palladio-la-vita1508
Nasce a Padova il 30 novembre Andrea, figlio del mugnaio Pietro della Gondola (nel cognome, il riferimento alla tipica imbarcazione veneziane e ai corsi d’acqua lungo i quali sorgevano i mulini)

1521
Quando Andrea compie 13 anni, viene assunto come apprendista presso il laboratorio padovano dello scalpellino Cavazza, ma le condizioni di lavoro, troppo pesanti, lo inducono a cercare migliore fortuna.

1524
Andrea si trasferisce a Vicenza e lavora presso gli scultori Girolamo Pittoni e Giovanni da Porlezza, i cosiddetti maestri Pedemuro, dal nome della contrada dove avevano bottega. Il giovane si occupa dei lavori ripetitivi che abitualmente i titolari lasciano agli allievi – capitelli, rilievi e trabeazioni – ma col passare degli anni diventa sempre più autonomo nel trattare gli aspetti architettonici delle commesse.

1534
A 26 anni Andrea sposa Allegradonna, figlia del carpentiere Marcantonio, dalla quale avrà cinque figli: quattro maschi, Leonida, Marcantonio, Orazio e Silla, e una femmina, Zenobia.

1538 c.
Intorno ai 30 anni avviene l’incontro con il conte Giangiorgio Trissino, celebre letterato e umanista, che intuisce il suo genio e lo prende a benvolere avviandolo allo studio dell’architettura classica; sarà lui a coniare per il giovane Andrea il nome di ‘Palladio’, riferito alla dea greca della sapienza, la Pallade Atena.

1538-1543
In questo quinquiennio il giovane Palladio, accompagnato dal suo mentore, affronta diversi viaggi di istruzione dapprima in Veneto e quindi a Roma e dintorni (altri viaggi si succederanno fino al 1554). Tra i monumenti romani che più lo impressioneranno, il Pantheon, con la grande cupola emisferica che diventerà un elemento caratteristico della villa palladiana.

1542
Alla soglie dei 35 anni Palladio ottiene il primo incarico di rilievo: la ristrutturazione del palazzo della famiglia Thiene, che secondo il progetto avrebbe occupato un intero isolato in posizione centralissima, lungo il corso cittadino. Difficoltà sorte a lavori in corso limitano la realizzazione alla fronte su contrà San Gaetano. Nello stesso anno progetta villa Pisano a Bagnolo di Lonigo, che rappresenta un punto di svolta nella sua concezione architettonica.

1546
A 38 anni giunge la commissione pubblica che consacra ufficialmente il Palladio come architetto della città di Vicenza: le Logge dell’antico Palazzo della Ragione, sede delle autorità civili, in piazza dei Signori. Sarà proprio il Palladio, in omaggio all’architettura classico, a chiamarlo Basilica. Nello stesso periodo progetta importanti palazzi per la nobiltà cittadina.

1550
A 42 anni Palladio progetta palazzo Chiericati, una delle sue più importanti architetture vicentine. Le soluzioni ideate per questa grande residenza privata segnano il passaggio nella piena maturità espressiva dell’architetto. Nello stesso anno progetta Villa Chiericati a Vancimuglio, dove viene applicato per la prima volta il motivo di facciata del tempio antico.

1552
Il Palladio firma il progetto di Villa Cornaro a Piombino Dese e di villa Pisani di Montagnana, che hanno per committenti importanti famiglie veneziane. La carriera dell’architetto entra in una fase di più ampie prospettive, che lo vedranno attivo in diverse località dei domini di terra ferma della Serenissima e nella città lagunare stessa.

1554
Il Palladio realizza una delle sue ville più importanti, villa Barbaro a Maser, non distante da Asolo, che verrà affrescata nel 1560-61 da Paolo Veronese. La costruzione segna il punto di arrivo di un’importante evoluzione formale, con la residenza e gli annessi rustici allineati in un unico, scenografico complesso.

 

1555
In quest'anno l'architetto è tra i fondatori dell’Accademia Olimpica di Vicenza, che riunisce il fior fiore della cultura cittadina per promuovere le arti e le scienze.


1556
È l’anno della Rotonda, alias villa Capra, la più celebre opera del Palladio, icona della sua idea di architettura. Non è casuale che l’artista collochi questa villa-tempio su una collina isolata, sullo sfondo di uno scenario che riassume tutti gli elementi della campagna veneta.

1559-65
Palladio progetta la celebre villa Foscari, detta la Malcontenta, lungo la riviera del Brenta, su commissione di una delle più potenti famiglie veneziane. Negli anni successivi, sempre a Venezia, ottiene una serie di importanti incarichi, tra i quali spicca la chiesa di San Giorgio Maggiore con l’annesso Chiostro dei Cipressi.

1565
A vent’anni dal progetto della Basilica, Palladio torna a occuparsi della piazza dei Signori di Vicenza: è la volta dell’edificio che la fronteggia, la Loggia del Capitanio, che tuttavia resterà incompiuta. Caso più unico che raro per un architetto di tale rango, nello stesso scenario si confrontano un’opera degli esordi e una della sua maturità.

1569
Palladio firma un’opera unica nel suo genere, il ponte di Bassano del Grappa, nel quale la funzionalità della struttura lignea, la più indicata per resistere alla furia delle piene, si sposa a un’estetica di grande impatto visivo.

1570
Palladio subentra a Jacopo Sansovino nella carica di architetto consigliere della Repubblica di Venezia. Ottenuta la consacrazione ai massimi livelli artistici, pubblica i Quattro Libri dell’Architettura, l’opera con cui affida la sua lezione ai posteri.

1580
È l’anno del Teatro Olimpico di Vicenza, opera tra le più suggestive, chiaramente ispirata ai modelli dell’arte classica. La costruzione verrà portata a compimento dal figlio Silla e da Vincenzo Scamozzi, suo erede spirituale. All’età di 72 anni muore, probabilmente a Maser durante un sopralluogo al cantiere del tempietto di villa Barbaro.

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